
Potenzialità del prodotto
Energia pulita ed economica
Il GPL garantisce un’energia “pulita” ed economica: in natura si trova, infatti, associato al petrolio e al metano, in giacimenti sotterranei e sottomarini, e bastano semplici operazioni per separarlo, immagazzinarlo, trasportarlo e consegnarlo all’utilizzatore.
Circa il 50% del GPL consumato nel mondo, nel 1986 è stato ottenuto dalla separazione del petrolio o dal gas naturale e la percentuale è in continua crescita.
La diffusione del GPL ha favorito la scomparsa delle “carbonaie” che infestavano i boschi ed ha ridotto progressivamente lo scempio delle foreste, sempre più indifese di fronte al crescente bisogno di legna da ardere per il riscaldamento e di carbon dolce largamente usato nelle cucine.
Facendo un raffronto, si calcola che nel periodo compreso tra il 1950 e il 1975, le calorie consumate con il GPL da milioni di famiglie, per l’uso domestico, hanno evitato la distruzione di quasi 300 milioni di piante quali faggio e rovere.
L’inquinamento dell’ambiente è sotto gli occhi di tutti: la sua soluzione costituisce uno degli obiettivi principali perseguiti dai paesi industrializzati.
L’inquinamento atmosferico, dovuto soprattutto all’azione di particolato (fumo nero), ossido di carbonio, anidride solforosa e anidridi nitrose (queste ultime causa delle piogge acide), ha ormai compromesso l’equilibrio ecologico di molte aree europee.
Con il GPL non si corre il rischio di incrementarlo.
I fumi di combustione del GPL non accrescono il livello di inquinamento atmosferico, pericoloso per la salute dell’uomo che viene costretto a respirare gas acidi, polveri, prodotti incombusti, residui di metalli pesanti (piombo) particolarmente nocivi e talvolta cancerogeni. Inoltre gli scarichi degli autoveicoli alimentati a GPL non intaccano il patrimonio architettonico, in quanto non contengono anidride solforosa.
Le esperienze condotte in altri paesi, hanno permesso di valutare l’enorme importanza che il GPL riveste nell’autotrazione privata e pubblica nei grandi centri urbani dove contribuisce a ridurre drasticamente i tassi di inquinamento dell’aria.
Il GPL rappresenta circa il 2% di tutta l’energia consumata in Italia, nel 1987.
Una quota che potrebbe essere incrementata attraverso l’impegno delle aziende italiane del settore e con il supporto di accurate scelte di politica energetica, rivolte ad una più decisa difesa dell’ambiente.
A 50 anni dalla sua introduzione sul mercato italiano, il GPL è chiamato a rispondere a esigenze diverse d’impiego che spaziano dall’uso domestico per la cottura dei cibi al riscaldamento dall’agricoltura all’industria, dall’artigianato ai servizi alberghieri e all’edilizia, dall’autotrazione alla petrolchimica.
All’interno di un settore specifico i suoi utilizzi sono i più svariati: nell’agricoltura, per esempio, viene sfruttato per l’essiccazione dei cereali subito dopo il raccolto, nella climatizzazione e nella concimazione carbonica delle serre.
Ottimi sono i risultati raggiunti anche per l’essiccazione di tabacco, cotone e foraggi.
Il GPL è presente poi negli allevamenti avicoli e suinicoli dove serve a creare zone calde che favoriscono una migliore e più rapida crescita degli animali.
Un altro interessante utilizzo in campo agricolo è costituito dalla coltivazione con la fiamma, valida alternativa all’impiego di diserbanti chimici per la distruzione delle erbe infestanti le colture.
Questa applicazione pur essendo più costosa, permette di difendere efficacemente la salute dell’uomo e l’ambiente perché elimina i pericoli d’inquinamento delle falde acquifere, come nel caso dell’atrazina, ampiamente documentati sul piano scientifico e dovuti all’uso indiscriminato sul terreno dei diserbanti chimici.
La molteplicità degli usi consentita dal GPL nel settore alberghiero e della ristorazione ha contribuito altresì a sviluppare il turismo nelle zone di vacanza; la facilità del suo trasporto, anche in “cartucce” ha favorito la diffusione di nuovi modi di trascorrere il tempo libero a contatto con la natura, in tenda o in forma di campeggio più organizzata.
Roulotte, camper ed imbarcazioni da diporto sono infatti tutte attrezzate con apparecchi a GPL.
Anche nell’industria gli usi sono molteplici e vi si può ricorrere ovunque sia necessario un combustibile che non presenti residui nella combustione, come nelle lavorazioni delle industrie cartiere, tessili, ceramiche, vetrarie e negli svariati impieghi dell’industria metallurgica.
In Italia, nell’uso domestico il GPL ha originato, nell’immediato dopo guerra, una svolta di ampie proporzioni economiche e sociali quando si è sostituito alla carbonella in milioni di cucine e ha raggiunto tutti i comuni e le frazioni, sia in pianura che in montagna.
Il successo dello sviluppo dei piccoli serbatoi di GPL unitamente a quello delle caldaie murali a gas, è stato favorito dai notevoli risparmi economici beneficiati dal consumatore che si è trovato a pagare solo per quanto consuma. Nel campo dell’autotrazione si tende sempre più ad apprezzare il GPL come carburante di eccellenti prestazioni, non inquinante e quindi idoneo sia in campo pubblico che privato.
Attualmente, oltre un milione di automezzi in Italia, utilizzano questo carburante.
Va ricordato che, il GPL ha uno dei più alti coefficienti di rendimento termico ed in termini di peso il potere calorifico più elevato di tutti gli altri combustibili idrocarburici, gassosi e liquidi. L’impiego, poi, dei piccoli serbatoi (da 1 a 5 mc) riforniti a domicilio con apposite autobotti, che nell’ultimo decennio hanno sostituito le centraline dei bombole, porta ad un sensibile risparmio sui costi di trasporto.
Nonostante la continua ricerca e l’impegno delle aziende operanti nel settore, non si può ancora dire che il GPL abbia esaurito le sue possibilità di impiego.
Infatti la sua storia è caratterizzata da continue e sempre nuove applicazioni, da più moderni utilizzi e da perfezionamenti di impieghi già conosciuti. Proseguendo su questa strada si garantirebbe sicuramente un sensibile miglioramento della qualità della vita per noi tutti.
Tra le possibilità non posso venire dimenticati i vari processi di cogenerazione energetica (utilizzo di una fonte di energia che, attraverso un processo di combustione, dà origine a due o più tipi d’energia finale: ad esempio, energia elettrica e calore) dove il GPL si rivela combustibile estremamente adatto. La cogenerazione favorisce la massima utilizzazione dell’energia latente contenuta in un combustibile e conseguentemente un risparmio energetico.
Di grande attualità è considerato anche l’utilizzo del propano e del butano come propellenti, al posto del freon, nei più svariati prodotti di largo consumo che vengono nebulizzati (bombolette spray). È infatti di dominio pubblico l’ipotesi avanzata dagli scienziati sugli attacchi provocati da freon alla consistenza dello strato di ozono che protegge l’atmosfera.
Nell’autotrazione il GPL appare come la più valida alternativa alla benzina senza piombo.
Le esperienze positive di altre nazioni permettono di classificare il GPL come uno dei carburanti ottimali per la soluzione dell’inconveniente dovuto all’inquinamento atmosferico in città ad elevata circolazione di veicoli.
Circa il 50% del GPL consumato nel mondo, nel 1986 è stato ottenuto dalla separazione del petrolio o dal gas naturale e la percentuale è in continua crescita.
La diffusione del GPL ha favorito la scomparsa delle “carbonaie” che infestavano i boschi ed ha ridotto progressivamente lo scempio delle foreste, sempre più indifese di fronte al crescente bisogno di legna da ardere per il riscaldamento e di carbon dolce largamente usato nelle cucine.
Facendo un raffronto, si calcola che nel periodo compreso tra il 1950 e il 1975, le calorie consumate con il GPL da milioni di famiglie, per l’uso domestico, hanno evitato la distruzione di quasi 300 milioni di piante quali faggio e rovere.
L’inquinamento dell’ambiente è sotto gli occhi di tutti: la sua soluzione costituisce uno degli obiettivi principali perseguiti dai paesi industrializzati.
L’inquinamento atmosferico, dovuto soprattutto all’azione di particolato (fumo nero), ossido di carbonio, anidride solforosa e anidridi nitrose (queste ultime causa delle piogge acide), ha ormai compromesso l’equilibrio ecologico di molte aree europee.
Con il GPL non si corre il rischio di incrementarlo.
I fumi di combustione del GPL non accrescono il livello di inquinamento atmosferico, pericoloso per la salute dell’uomo che viene costretto a respirare gas acidi, polveri, prodotti incombusti, residui di metalli pesanti (piombo) particolarmente nocivi e talvolta cancerogeni. Inoltre gli scarichi degli autoveicoli alimentati a GPL non intaccano il patrimonio architettonico, in quanto non contengono anidride solforosa.
Le esperienze condotte in altri paesi, hanno permesso di valutare l’enorme importanza che il GPL riveste nell’autotrazione privata e pubblica nei grandi centri urbani dove contribuisce a ridurre drasticamente i tassi di inquinamento dell’aria.
Il GPL rappresenta circa il 2% di tutta l’energia consumata in Italia, nel 1987.
Una quota che potrebbe essere incrementata attraverso l’impegno delle aziende italiane del settore e con il supporto di accurate scelte di politica energetica, rivolte ad una più decisa difesa dell’ambiente.
A 50 anni dalla sua introduzione sul mercato italiano, il GPL è chiamato a rispondere a esigenze diverse d’impiego che spaziano dall’uso domestico per la cottura dei cibi al riscaldamento dall’agricoltura all’industria, dall’artigianato ai servizi alberghieri e all’edilizia, dall’autotrazione alla petrolchimica.
All’interno di un settore specifico i suoi utilizzi sono i più svariati: nell’agricoltura, per esempio, viene sfruttato per l’essiccazione dei cereali subito dopo il raccolto, nella climatizzazione e nella concimazione carbonica delle serre.
Ottimi sono i risultati raggiunti anche per l’essiccazione di tabacco, cotone e foraggi.
Il GPL è presente poi negli allevamenti avicoli e suinicoli dove serve a creare zone calde che favoriscono una migliore e più rapida crescita degli animali.
Un altro interessante utilizzo in campo agricolo è costituito dalla coltivazione con la fiamma, valida alternativa all’impiego di diserbanti chimici per la distruzione delle erbe infestanti le colture.
Questa applicazione pur essendo più costosa, permette di difendere efficacemente la salute dell’uomo e l’ambiente perché elimina i pericoli d’inquinamento delle falde acquifere, come nel caso dell’atrazina, ampiamente documentati sul piano scientifico e dovuti all’uso indiscriminato sul terreno dei diserbanti chimici.
La molteplicità degli usi consentita dal GPL nel settore alberghiero e della ristorazione ha contribuito altresì a sviluppare il turismo nelle zone di vacanza; la facilità del suo trasporto, anche in “cartucce” ha favorito la diffusione di nuovi modi di trascorrere il tempo libero a contatto con la natura, in tenda o in forma di campeggio più organizzata.
Roulotte, camper ed imbarcazioni da diporto sono infatti tutte attrezzate con apparecchi a GPL.
Anche nell’industria gli usi sono molteplici e vi si può ricorrere ovunque sia necessario un combustibile che non presenti residui nella combustione, come nelle lavorazioni delle industrie cartiere, tessili, ceramiche, vetrarie e negli svariati impieghi dell’industria metallurgica.
In Italia, nell’uso domestico il GPL ha originato, nell’immediato dopo guerra, una svolta di ampie proporzioni economiche e sociali quando si è sostituito alla carbonella in milioni di cucine e ha raggiunto tutti i comuni e le frazioni, sia in pianura che in montagna.
Il successo dello sviluppo dei piccoli serbatoi di GPL unitamente a quello delle caldaie murali a gas, è stato favorito dai notevoli risparmi economici beneficiati dal consumatore che si è trovato a pagare solo per quanto consuma. Nel campo dell’autotrazione si tende sempre più ad apprezzare il GPL come carburante di eccellenti prestazioni, non inquinante e quindi idoneo sia in campo pubblico che privato.
Attualmente, oltre un milione di automezzi in Italia, utilizzano questo carburante.
Va ricordato che, il GPL ha uno dei più alti coefficienti di rendimento termico ed in termini di peso il potere calorifico più elevato di tutti gli altri combustibili idrocarburici, gassosi e liquidi. L’impiego, poi, dei piccoli serbatoi (da 1 a 5 mc) riforniti a domicilio con apposite autobotti, che nell’ultimo decennio hanno sostituito le centraline dei bombole, porta ad un sensibile risparmio sui costi di trasporto.
Nonostante la continua ricerca e l’impegno delle aziende operanti nel settore, non si può ancora dire che il GPL abbia esaurito le sue possibilità di impiego.
Infatti la sua storia è caratterizzata da continue e sempre nuove applicazioni, da più moderni utilizzi e da perfezionamenti di impieghi già conosciuti. Proseguendo su questa strada si garantirebbe sicuramente un sensibile miglioramento della qualità della vita per noi tutti.
Tra le possibilità non posso venire dimenticati i vari processi di cogenerazione energetica (utilizzo di una fonte di energia che, attraverso un processo di combustione, dà origine a due o più tipi d’energia finale: ad esempio, energia elettrica e calore) dove il GPL si rivela combustibile estremamente adatto. La cogenerazione favorisce la massima utilizzazione dell’energia latente contenuta in un combustibile e conseguentemente un risparmio energetico.
Di grande attualità è considerato anche l’utilizzo del propano e del butano come propellenti, al posto del freon, nei più svariati prodotti di largo consumo che vengono nebulizzati (bombolette spray). È infatti di dominio pubblico l’ipotesi avanzata dagli scienziati sugli attacchi provocati da freon alla consistenza dello strato di ozono che protegge l’atmosfera.
Nell’autotrazione il GPL appare come la più valida alternativa alla benzina senza piombo.
Le esperienze positive di altre nazioni permettono di classificare il GPL come uno dei carburanti ottimali per la soluzione dell’inconveniente dovuto all’inquinamento atmosferico in città ad elevata circolazione di veicoli.


